Mulino ad acqua

Era uno dei tre mulini esistenti a Muccia. Documentato nel 1502.
Tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento ne ricavava energia anche un pastificio adiacente che, con un sistema di alberi, ruote e cinghie, ne traeva direttamente la forza motrice per il funzionamento dell’impianto di produzione di pasta di grano duro.
Intorno al 1910 fu dotato di un gruppo generatore per la produzione di energia elettrica.
E’ stato attivo come mulino fino agli anni ’50 del novecento.

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Cenni storici La cittadina di Muccia si sviluppa sotto la signoria dei Varano. Qui, infatti, sorgeva il ,primo mulino della zona, azionato dalla forza dell’acqua e, pertanto, era il luogo in cui si macinava tutto il grano prodotto in questo versante dei territori dei Varano. Il mulino, oggetto della nostra richiesta è il primo ad essere stato costruito, a questo successivamente se ne aggiunsero altri due lungo il letto del fiume Chienti. Il fiume era stato deviato e biforcato in modo da farlo passare tutto intorno alla cittadina in modo che fingesse da difesa naturale (fossa del vallum), come si può vedere della cartina catastale di epoca napoleonica riportata in figura. Il nostro mulino era situato nel punto di ricongiungimento delle acque del fiume in prossimità delle mura della città. Gli altri due che sorsero successivamente invece erano più a valle a distanza di circa 500 m l’uno dall’altro. Questi hanno svolto la loro attività fino a metà degli anni ’50. Con l’avvento della rivoluzione industriale, nel mulino in oggetto, era stata impiantata una turbina idraulica per la produzione di energia elettrica. La centrale elettrica ha lavorato ininterrottamente fino alla metà degli anni ’70, con una breve interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale. Fu fatta saltare dai Tedeschi in ritirata nel 1945. Questa costruzione, delle tre, è l’unica che ha conservato le caratteristiche e alcune attrezzature di mulino. Sono presenti ancora le macine, gli assi rotanti e ciò che rimane dei calettamenti per la spinta idrodinamica. Invece l’ultimo mulino quello più a valle fu completamente trasformato in centrale elettrica mentre quello intermedio è andato. completamente distrutto. Con il passare degli anni e con la mutazione della tecnologia e dei bisogni sociali, il fossato che circondava la cittadina, perse la sua importanza di difesa. Fu mantenuto il corso d’acqua perché dava forza motrice al mulino, ad un pastificio, ed una falegnameria ecc. ma fu coperto per esigenze di spazio e di sicurezza.
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